America Latina
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la recensione di AMERICA LATINA (2021)
regia di Fabio e Damiano D’Innocenzo

Un dentista, sposato con figlie, inizierà un lento e inesorabile crollo psicologico dopo un agghiacciante e misterioso ritrovamento in casa. I fratelli D’Innocenzo ci portano nei meandri più oscuri della mente umana. Elio Germano, come il colonnello Kurtz, scruta l’orrore (o l’amore ?). Poi ci sono cantine buie, amici dubbiosi, famiglie “angeliche”, ragazzine “infernali”, denti da curare e menti da sanare. C’è il thriller che diventa dramma e sfiora addirittura l’horror (incredibile l’utilizzo del colore rosso). C’è la visione di due registi che non hanno paura di osare e di legare lo spettatore ad un palo per poi torturarlo psicologicamente. Alcuni potranno dire che la forma vince sulla sostanza. Balle. La forma e la sostanza qui vincono su tutto. Germano mastodontico. America Latina è da applausi (e urla) per tutti.